La Russia lancia il più grande attacco di droni dall'inizio del conflitto

Russia launches large-scale drone attack across Ukraine

Una foto fornita dal servizio stampa del Servizio Statale per le Emergenze (SES) dell'Ucraina mostra i soccorritori al lavoro nel luogo di un attacco aereo russo a Kryvyi Rih, nella regione di Dnipropetrovsk, nell'Ucraina centrale, il 23 febbraio 2025. Credit: STATE EMERGENCY SERVICE OF UKRAINE HANDOUT/EPA/AAP Image

Nelle ultime ore, il presidente ucraino Zelensky ha annunciato la sua disponibilità a dimettersi immediatamente in cambio dell’ingresso dell’Ucraina nella NATO mentre la Russia nella notte ha sferrato il più imponente assalto di droni dall’inizio del conflitto.


Oggi, 24 febbraio 2025, ricorre il terzo anniversario dell'inizio dell'invasione russa nel 2022 e dopo tre anni di continuo supporto militare e politico a Kiev, l'Occidente si presenta diviso, con il ritorno alla presidenza degli Stati Uniti di Donald Trump, che ha radicalmente cambiato la politica estera del Paese riguardo al conflitto.

Ascolta l'analisi di Giuseppe D'Amato, giornalista e storico, cliccando sul tasto "play" in alto

Siamo in un momento in cui si fanno tanti annunci, cercando di trovare delle soluzioni. Il protagonista è spesso Trump, e non si capisce se abbia effettivamente un piano per la risoluzione del conflitto.
Giuseppe D'amato, giornalista e storico
Il presidente americano Trump, negli scorsi giorni, ha definito Zelensky un "dittatore" e un "comico modesto", dichiarando che, se il presidente ucraino non firmerà l'accordo sulle terre rare, dovrà restituire gli aiuti finanziari ricevuti.

Nelle ultime ore è arrivata la risposta di Zelensky che ha dichiarato di essere pronto a dimettersi immediatamente in cambio dell’ingresso dell’Ucraina nella NATO.
"Le terre rare sono al centro dell'attenzione americana poiché c'è grande necessità di trovarne il più possibile per sostenere la domanda delle grandi industrie tecnologiche", spiega D'Amato.

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"Dopo tre anni, la volontà comune è quella di porre fine a questo conflitto, e i dialoghi iniziati da qualche settimana fanno ben sperare, anche se siamo ancora lontani da una soluzione definitiva", afferma D'Amato.

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