Il ministro del Tesoro Jim Chalmers aveva dichiarato di voler essere onesto sulla questione, affermando che “quasi nessuno” sul mercato si aspettava un taglio dei tassi d'interesse.
E così è stato, con la decisione della Banca centrale di non toccare il tasso d'interesse, fermo al 4,1%.
Questo mentre l'opposizione accusa il governo di non stare facendo abbastanza per alleviare il carovita ed i problemi economici degli australiani, rilanciando la proposta di fare abbassare alle banche il cosidetto serviceability buffer, ovvero il cuscinetto ulteriore di fondi che le banche richiedono a chi vuole farsi un mutuo.
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01/04/202521:22
Intanto la valutazione annuale degli Stati Uniti sulle barriere al commercio estero suggerisce che proprio oggi l'Australia potrebbe essere risparmiata dalla peggiore ondata dei dazi trumpiani.
Il Rapporto di stima del commercio nazionale americano 2025 fornisce una valutazione Paese per Paese delle barriere commerciali.
Il rapporto annuale ha lo scopo di individuare le politiche che “distorcono o minano la concorrenza leale”.
Ebbene sembra che l'Australia non si trovi in condizioni simili a Canada o la Cina e appunto potrebbe non subire altre conseguenze.
Ma l'amministrazione americana ha fatto dell'imprevedibilità la sua ragione d'essere, rendendo difficile una previsione sul futuro immediato: come bisogna interpretare questi dati?
Ascolta la risposta del professore di Finanza di UNSW di Canberra Max Tani cliccando sul tasto "play" in alto
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