Trump fissa al 10% i dazi americani per i prodotti australiani, per Albanese "un provvedimento senza logica"

White House "Liberation Day" Reciprocal Tariffs Executive Order Signing

Trump mostra il nuovo tariffario doganale americano durante il "Liberation Day". Source: SIPA USA / Michael Brochstein/Sipa USA/AAP Image

Immediate le reazioni bipartisan dei politici australiani al muro finanziario eretto da Trump, mentre la campagna elettorale entra nel vivo e Dutton perde terreno nei sondaggi. Il punto di Paul Scutti.


Il giorno tanto atteso è arrivato. Donald Trump ha alzato il velo sul nuovo tariffario doganale statunitense. Dazi dal 10 al 73% (per le Isole Reunion) per quasi tutti gli Stati, compresa l'Australia.

Canberra "se la cava" con un 10% che però fa storcere il naso a tutti gli schieramenti politici per vari motivi.
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La guerra dei dazi entra nel vivo

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01/04/202521:22
"Albanese ha proposto un piano di supporto alle industrie colpite da queste sanzioni, come ad esempio quella degli allevatori di bovini", ha esordito il commentatore politico Paul Scutti, che ha proseguito: "Dutton ha invece fatto leva sulla maggiore amicizia tra Coalizione e repubblicani americani, sostenendo che lui avrebbe raggiunto un accordo migliore di questi dazi al 10%", ha concluso.

Scutti ha anche parlato del recente sondaggio di secondo cui i Labor starebbero guadagnando terreno su un Dutton che invece è al punto più basso di consenso da quando è segretario della Coalizione.

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