La rivoluzione di Giotto, senza filtri e senza social

BARD ON BOARD

La Cappella degli Scrovegni di Padova. Credit: (AP Photo/Luca Bruno)

“Quanti artisti oggi, senza internet o social media, riuscirebbero con le loro opere a trasformare la storia dell’arte come fece Giotto?”, si chiede il critico d'arte Andrea Candiani.


La Cappella degli Scrovegni di Padova è stata considerata l'opera di avvio della pittura occidentale moderna, diventando "virale" secoli prima della nascita del megafono di internet.

Il direttore di Andrea Candiani è stato coinvolto con l’artista australiano in un progetto che ha portato i due a visitare la Cappella degli Scrovegni di Padova.

Clicca sul tasto "play" in alto per ascoltare Andrea Candiani

La cappella privata ultimata da Giotto nel 1305 su commissione di un facoltoso usuraio padovano ospita un ciclo di affreschi considerato uno dei capolavori dell'arte occidentale ed è il punto di avvio di una rivoluzione stilistica che portò l’arte più vicina al linguaggio della modernità.
Questa è una delle opere politiche più forti, più potenti a cui ci si può trovare davanti
“Non si può non notare come Giotto abbia sfruttato la libertà di pensiero, offertagli dallo Scrovegni stesso per criticare i ricchi, i potenti, religiosi tramite delle immagini religiose che dovevano far pensare, riflettere e soprattutto spaventare”, prosegue Candiani.

Candiani riflette sull’effetto che gli affreschi dovevano suscitare nei visitatori dell'epoca alla luce tremolante delle candele che facevano muovere le figure e illuminavano “un blu mai visto, come quello del Paradiso”.

“Il paradiso o l'inferno, ed è qui che il genio di Giotto arriva ad inserire all'inferno ricchi e potenti, preti e frati, facendo così capire che al momento del giudizio, non ci saranno alcune distinzioni”, conclude Candiani.

Ascolta tutti i giorni, dalle 8am alle 10am. 

Seguici su o abbonati ai nostri podcast cliccando 

Share